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imaginarii
Gianni Colombo - Giorgio Griffa - Davide Balula
16/09/15 - 20/02/16
Gli oggetti non esistono per via della loro presenza fisica, ma per effetto di ciò che vediamo. imaginarii, la mostra a cura di Francesco Stocchi presenta uno studio intorno alla concezione contemporanea dello spazio e alla sua esperienza.
Tre artisti – Gianni Colombo, Giorgio Griffa, Davide Balula - sono messi in relazione in un trialogo, evento di per sé non accessibile se non attraverso l’esperienza diretta dello spazio fisico. Se l’oggetto e la sua immagine sono finiti, l’esperienza che si ha di essi è infinita e difficilmente fruibile attraverso tecniche riproduttive. La mostra indaga questa dimensione spaziale.
Le opere di Gianni Colombo sono presentate in una nuova contestualizzazione, in un ambiente unico e immersivo. Il non-finito di Giorgio Griffa suggerisce il passaggio dalla seconda alla terza dimensione, estendendo lo studio del colore, della forma e del tempo dalla tela allo spazio circostante. La spazialità di natura processuale di Davide Balula parte da oggetti, consuetudini o eventi di ordine comune per costruire un'anima mundi in cui l'immaginazione diviene comunicazione con l'universo stesso.
A cura di Francesco Stocchi.
Tre artisti – Gianni Colombo, Giorgio Griffa, Davide Balula - sono messi in relazione in un trialogo, evento di per sé non accessibile se non attraverso l’esperienza diretta dello spazio fisico. Se l’oggetto e la sua immagine sono finiti, l’esperienza che si ha di essi è infinita e difficilmente fruibile attraverso tecniche riproduttive. La mostra indaga questa dimensione spaziale.
Le opere di Gianni Colombo sono presentate in una nuova contestualizzazione, in un ambiente unico e immersivo. Il non-finito di Giorgio Griffa suggerisce il passaggio dalla seconda alla terza dimensione, estendendo lo studio del colore, della forma e del tempo dalla tela allo spazio circostante. La spazialità di natura processuale di Davide Balula parte da oggetti, consuetudini o eventi di ordine comune per costruire un'anima mundi in cui l'immaginazione diviene comunicazione con l'universo stesso.
A cura di Francesco Stocchi.